Le nostre piante fin dall’inizio sono cresciute in un ambiente difficile,

dove l’acqua è poca e la terra è dura.

Ma nonostante o grazie a questo, riescono a dare il loro meglio.

Le sfide

Coltiviamo le nostre piante all’interno di una dolina carsica a 350 m di quota, in mezzo ai Colli Berici.

Coltivare qui non è facile.

Il terreno è argilloso e, dopo anni di abbandono, si era impoverito: presentava uno strato fertile sottilissimo, dove solo poche piante erbacee riuscivano ad attecchire.

Un altro fattore limitante qui è l’acqua: in queste terre carsiche, le acque meteoriche si infiltrano tra le rocce e in superficie non rimane nulla.

Per superare queste difficoltà ci siamo rimboccati le maniche, studiando le soluzioni migliori e mettendole poi in pratica, sperimentando e migliorando di anno in anno.

La pratica agronomica

Seguiamo i principi dell’agricoltura rigenerativa, con l’obiettivo di migliorare la salute del suolo, ridurre gli input agricoli, contribuire alla lotta al cambiamento climatico, raccogliere prodotti sani e nutrienti.  

 

Come decliniamo questi principi nella pratica?

 

Ad esempio teniamo sempre il terreno coperto e vivo.

Quando una coltura da reddito ha finito il suo ciclo, seminiamo colture di copertura: si tratta di colture a perdere, che però, come tutte le piante, catturano carbonio dall’atmosfera e nutrono con i loro essudati radicali, la rete alimentare del suolo.

Tra una fascia coltivata e l’altra abbiamo seminato erba in modo da poterci camminare in qualsiasi stagione, senza rischiare di compattare il terreno.

 

Abbiamo installato un sistema di raccolta di acqua piovana collegato ad un impianto di irrigazione a goccia per fornire alle nostre piante l’acqua necessaria senza sprechi.

 

Utilizziamo pacciamatura naturale in estate, principalmente paglia e fieno: in questo modo, oltre a ridurre l’evaporazione dell’acqua, continuiamo a fornire sostanza organica ai microorganismi del terreno, mantenendolo vivo.

 

Non usiamo fungicidi o insetticidi ad ampio spettro, nemmeno quelli consentiti in biologico perché in un ecosistema naturale la complessità è garanzia di resilienza.

Le piante

Nonostante le condizioni difficili, le piante officinali trovano qui  il modo di esprimere tutto il loro potenziale.

La collocazione al centro della conca favorisce l’instaurarsi di una forte escursione termica tra le ore diurne e notturne in estate, favorendo l’accumulo di metaboliti secondari nei tessuti delle piante, o, in parole semplici, intensificandone gli aromi.

Inoltre l’alta naturalità dell’ambiente circostante garantisce da un lato l’ottenimento di un prodotto privo di inquinanti, dall’altro offre un servizio gratuito di lotta biologica per cui eventuali insetti dannosi vengono controllati dalla contestuale presenza dei loro predatori nell’agroecosistema.